Pochi altri libri della Bibbia hanno avuto un forte impatto nella Chiesa come la lettera di Paolo ai Romani. Essa merita di essere definita Evangelo più d’ogni altro libro della Bibbia, perché nessuno scritto, nemmeno quelli che sono comunemente chiamati Vangeli, hanno le stesse caratteristiche di ordinato messaggio della fede cristiana.

La lettera ai Romani è, perciò, vangelo, che ha in sé la divina potenza. La Chiesa ha esperimentato più volte questa potenza. In uno dei suoi periodi più bui, in cui la verità evangelica giaceva sotto una spessa coltre di mezze verità e di menzogne intere, è bastato che un frate, più sincero e determinato di altri, leggesse e studiasse in maniera sistematica questa lettera e il mondo fu rivoluzionato.
La storia si è ripetuta in altri momenti. A causa della straordinaria influenza che l’epistola ha gettato nella storia della chiesa, William Tyndale, nella sua prefazione al Commentario che porta il suo nome, scrisse nel 1534:

«Dato che quest’epistola è la principale e più eccellente parte del Nuovo Testamento, ed è il più puro Euangelion... ed è anche una luce e una via per penetrare in tutta la scrittura, io reputo conveniente che ogni cristiano non solo la conosca a memoria..., ma che pure vi si eserciti vie più e in continuazione, come se fosse il pane quotidiano dell’anima. In verità nessun uomo potrà leggerla troppo spesso o studiarla troppo bene, perché più la si studia e più è facile; più la si rumina e più è gradevole, e più a fondo la si indaga e più cose preziose vi si trovano, tanto è grande il tesoro di cose spirituali che in essa giace».

L' affermazioni di quest’uomo di Dio, profondo conoscitore e gran divulgatore della Parola di Dio, non sono esagerazioni, ma una realtà che anche noi, accostandoci a questo scritto con un cuore onesto e una mente priva di preconcetti, potremo esperimentare. Lo studio approfondito di questo capolavoro dell'Apostolo Paolo porterà il credente a una maggiore consapevolezza della natura del vangelo, la Buona notizia della salvezza in Cristo.

Autore: Gianni Rigamonti.

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