Glossario Biblico


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A

Anammelek

(lett. Anu è re).Anu era il dio babilonese del cielo, uno degli dèi adorati dalla gentw della città babilonese di Sefarvaim (2Re 17:31). Gli abitanti di Sefarvaim che furono trasportati in Samaria continuarono a dare un culto a questa ripugnante divinità, bruciando i loro figli nel fuoco, come veniva fatto nei confronti di Molek, il dio particolarmente adorato dai figli di Ammon (1 Re 11:7).

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Angelo

In ebraico è mal'âk e in greco 'anghelos; entrambi significano messaggero, inviato.  Gli angeli sono creature celesti e spirituali (Salmo 148:1,2,5; Ebrei 1:14), solitamente usati da Dio come messaggeri. che è appunto il significato del loro nome.

Fra gli angeli c'è una gerarchia e diversi gradi e dignità; cos' oltre agli angeli, come ad esempio Gabriele (Luca 1:19,26), ci sono gli arcangeli (o angeli principali), come ad esempio l'arcangelo Michele (Giuda 9; Apoc. 12:7).

Gli angeli sembrano essere simili ai cherubini e serafini, perché tutti esseri spirituali e celesti, ma sono nello stesso tempo da essi distinti per il diverso ruolo o funzione svolta di fronte a Dio.

Alcuni giudizi di Dio, come peste e mortalità, sono inflitti agli uomini dagli angeli (2 Samuele 24:16; 2 Re 19:35). Gli angeli sono accampati attorno a quelli che temono il Signore e confidano in Lui per liberarli e custodirli (Salmo 34:7; 91:1,11,12; 2 Re 6:17; Daniele 6:22; Atti 12:7-11), e sono mandati a servire (Matteo 4:11; Luca 22:42-44; Ebrei 1:4).

Gli angeli svolgono una parte importante nella vita di Gesù:

- annunciano il suo concepimento e parto (Matteo 1:20-21);
- annunciano la sua nascita ai pastori (Luca 2:8-12);
- dopo il suo digiuno e tentazione nel deserto lo servono (Matteo 28:5-7);
- alla sua ascensione al cielo due angeli annunciano il suo ritorno (Atti 1:9-11);
- accompagneranno Gesù al suo ritorno (Matteo 16:27).

Per nessuna ragione dobbiamo rendere alcun culto agli angeli (Apoc. 19:10; 2:8,9; Colossesi 2:18-19), tanto più che i santi un giorno giudicheranno gli angeli (1 Corinzi 6:3).

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Angelo dell'Eterno

Ogni angelo mandato da Dio per compiere una particolare missione può essere chiamato angelo dell'Eterno (2 Samuele 24:16; 1 Re 19:5-7).
Quando però la Scrittura nell'Antico Testamento parla dell'Angelo dell'Eterno non si tratta di un semplice angelo mandato da Dio, ma di una vera teofania, cioè di una manifestazione di Dio stesso, in cui l'Angelo dell'Eterno si presenta come distinto e uno con l'Eterno (Genes 16:7-14; 18:10,13-14,33; 22:11,12,15,16; 31:11-13; Esodo 3:2-6; Giosuè 5:13-15; 6:2; Giudici 6:11-24; 13:3-20; Zaccaria 1:10-13; 3:1,2).

L'Angelo dell'Eteerno rivela la faccia di Dio (Genesi 32:30) e il Nome dell'Eterno è in lui (Esodo 23:21). Il suo nome è meraviglioso (Giudici 13:18).

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Anno sabatico

-shabbâth shabbâthôwn (Levitico 25:4), che significa sabato di completo riposo, perchè la terra doveva essere lasciata in completo riposo: non si doveva coltivare la terra, nè seminare il campo, nè potare la vigna;

- shenâh shabbâthôwn (Levitico 25:5), che significa anno di completo riposo, perché il riposo doveva essere esteso a tutto l'anno; non si doveva nepppure mietere quello che nasceva spontaneamente o vendemmiare l'uva che la vigna non potata poteva produrre;

- shenâh hashshemittâh (Deut. 15:9), che significa anno di remissione , perché in questo anno tutti i debiti erano rimessi;

- shenâh hashsheba' (Deut. 15:9), che significa settimo anno perché celebrato ogni sette anni.

Per cui ogni sette anni si doveva lasciare la terra in completo riposo per un anno intero (Esodo 23:11; Levitico 25:1-5), in cui non si doveva coltivare la terre (Esodo 23:11), nè seminare il campo, nè potare la vigna (Levitico 25:4), nè mietere quello che nasceva spontaneamente dal seme caduto nella raccolta o vendemmiare l'uva che la vigna non potata produceva (Levitico 25:5); ovviamente anche i servi potevano godere di questo anno di riposo, perchè erano esonerati dal lavoro dei campi.

Questo anno di riposo per la terra aveva inizio dopo la festa delle capanne o della raccolta, nel settimo mese (Ethanim o Tishri), al termine quindi della raccolta dei frutti della terra. Ciò che la terra produceva spontaneamente in quest'anno era a libera disposizione di tutti, del padrone, dei suoi servi e operai, dei forestieri, degli animali domestici e delle bestie dei campi (Esodo 23:11; Levitico 25:6-7).

Dio stesso avrebbe reso possibile osservare il riposo del settimo anno, perché avrebbe concesso un abbondante raccolto il sesto ano (Levitico 25:20-21). Nell'anno sabatico dovevano pure essere rimessi i debiti contratti attraverso prestiti; il pagamento dei debiti poteva essere richiesto unicamente allo straniero (Deut. 15:1-4).

Inoltre, alla festa delle capanne dell' anno sabatico i sacerdoti avrebbero dovuto leggere la legge nel luogo da Dio scelto (tempio di Gerusalemme), davanti a tutto Israele, compresi uomini, donne, bambini e stranieri, perché potessero tutti udire e imparare a temere l'Eterno e impegnarsi a metterla in pratica (Deut. 31:10-13).

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Antropomorfismo

L'attribuzione di caratteristiche e qualità umane ad esseri animati o inanimati o a fenomeni naturali o soprannaturali, in particolare divinità.

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Anziano

In ebraico è zâkên e in greco presbuteros. Nell'antichità i libri erano una rarità e gli anziani erano i depositari delle leggi, delle tradizioni e della storia passata. Presso gli Ebrei e altre nazioni antiche ( e tuttora presso popolazioni agricole e pastorali) la persona anziana era sinonimo di esperienza, conoscenza e saggezza, e ad essa si prestava grande onore e rispetto (Levitico 19:32; Giobbe 12:12; Proverbi 16:31). Per questa ragione, da tempo immemorabile, gli anziani venivano scelti per coprire posizioni di responsabilità e guida nelle comunità; il nome "anziano" fu sovente usato per designare lo stesso ufficio che essi coprivano.

Nell'Antico Testamento il termine "anziano" era applicato a vari uffici e cariche. Così erano chiamati "anziani" i funzionari di stato d'Egitto (Genesi 50:7) e i capi della servitù della casa di Davide (2 Samuele 12:17).

A capo delle varie tribù e divisioni tribali d'Israele (cla e famiglie) c'erano dei capi o "anziani", che erano tali per diritto di primogenitura. Essi regolavano le relazioni fra le tribù e clan, punivano le offese ed i delitti e amministravano la legge e la giustizia. Mosè e Aaronne, appena giunti in Egitto, radunarono gli anziani d'Israele, per annunziare loro la missione ricevuta dal Signore di liberare il popolo d'Israele dalla schiavitù d'Egitto, e con essi affrontarono la prima volta il Faraone (Esodo 3:16,18; 4:29). Tramite gli anziani, Mosè faceva conoscere la popolo i comandi e la legge del Signore (Esodo 19:7; Deut. 31:9). Gli anziani d'Israele erano accanto a MOsè, quando egli percosse la roccia in Horeb (Esodo 17:5-6). Settanta anziani accompagnarono Mosè sul monte Sinai (Esodo 24:1), e settanta furono incaricati di portare il peso del popolo con Mosè (Numeri 11:16-17).

Entrando in Canaan, dovevano essere gli anziani a sorvegliare sull'esecuzione di certe leggi e norme (Giosuè 20:4; Giudici 8:16; Ruth 4:2). Nei Salmi e nei Profeti gli anziani sono presentati come una classe a sè, che ricopriva una particolare carica e occupava una speciale posizione (Salmo 107:32;  Lamentazioni 2:10; Ezechiele 14:1).

Dopo il ritorno dall'esilio, il ruolo degli anziani assunse un significato e un potere ancora più grande. Ad ogni sinagoga era associato un governo di anziani. I capi della sinagoga e gli anziani del popolo divennero sostanzialmente la stessa cosa, e fu per loro facile elaborare ed introdurre in mezzo al popolo tradizioni di vario genere (Matteo 15:1; Marco 7:5). Un certo numero di questi anziani formavano il Sinedrio.

Nel Nuovo Testamento troviamo gli anziani (presbuteros) associati ai capi dei sacerdoti (Matteo 21:23), e agli scribi (Matteo 16:21) o allo stesso Sinedrio (Marco 26:59), sempre attivi nella direzione e nella conduzione degli affari pubblici.

Nella chiesa apostolica, troviamo gli anziani che sono chiamati presbiteri (in greco presbuteros ) o vescovi (in greco episcopos). Sembra che gli anziani cominciarono ad assumere particolare ruolo ed importanza nella comunità cristiana primitiva in seguito alla grande persecuzione contro la chiesa di Gerusalemme, che portò alla dispersione dei credenti (Atti 8:1).

Assieme agli apostoli, gli anziani trattarono il problema della circoncisione dei gentili nella conferenza di Gerusalemme (Atti 15:6-21) e mandarono una delegazione ad Antiochia e ad altre chiese per comunicare la decisione presa a Gerusalemme (Atti 15:22-23).

Sembra quindi che gli "anziani" della chiesa apostolica fossero "pastori" (Efesi 4:11) e i "vescovi" o "soprintendenti" (Atti 20:28; Tito 1:7-9), che erano le guide o responsabili del gregge (Tito 1:5; Ebrei 13:7; 1 Tessalonicesi 5:12); Pietro stesso (un apostolo) si definisce anziano con gli anziani (1 Piatro 5:1-3).

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Apice

Questo termine, in greco Keraia, significa piccolo corno, punta, vertice. Era usato dai grammatici greci per indicare gli axccenti e i segni diacritici. In Matteo 5:18 e Luca 16:17 significa le piccole linee o estensioni di alcune lettere ebraiche che le rendono diverse e distinte da altre.

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Apocrifo

(dal greco apokryphos, "occulto, nascosto, segreto"). Designa uno scritto della letteratura religiosa giudaica e cristiana spesso falsamente attribuito a un personaggio biblico, non accolto nel canone delle Scritture cristiane (quelli dell'AT, che vanno fino al II sec. d. C., vengono chiamati anche Pseudoepigrapha dalle Chiese della Riforma). Tra gli apocrifi dell'AT ci sono ad esempio il Libro di Enoc, gli Oracoli Sibillini, ecc. Tra quelli del NT (dal II al V sec. d. C.) si contano i vangeli apocrifi (riportano tradizioni popolari e alcuni riflettono polemiche dottrinali; i più noti sono il vangelo degli Ebrei, di Pietro, di Tommaso, di Giacomo), gli Atti apocrifi, le Apocalissi apocrife.

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Apollion

In greco Apolluon , e significa distruttore (Apoc. 9:11).

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Apostolo

Inviato avanti, messaggero, ambasciatore (Giov. 13:16). Uno degli uomimi scelti da Gesù per essere testimone oculare degli avvenimenti della sua vita, vederlo dopo la resurrezione e testimoniare di Lui (Matteo 10:2-42; Atti 1:21,22; 1 Cor. 9:1).
Gesù li scelse successivamente l'uno dopo l'altro agli inizi della sua carriera. Furono dapprima Andrea e suo fratello Simone, meglio noto come Simon Pietro (Matteo 4:18-20; 10:2; Marco 1:16-18; Luca 6:14). Quindi Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo (Matteo 4:21-22; 10:2; Marco 1:19-20; Luca 6:14); poi Filippo e Natanaele, chiamato anche Bartolomeo (Giov. 1:43-51); Matteo chiamato anche Levi (Matteo 9:9-13; Marco 2:14-17; Luca 5:27-32); Tommaso; Giacomo figlio di Alfeo; Simone Zelota, chiamato anche il Cananeo; Giuda figlio o fratello forse di Giacomo; Giuda l'Iscariota (Matteo 10:1-4; Marco 3:16-19; Luca 6:13-16; Atti 1:13). Essi hanno posto il fondamento della Chiesa (Efesi 2:20; Giuda 17) e in avvenire, parteciperanno al giudizio contro le dodici tribù d'Israele (Matteo 19:28). Alcuni eminenti cristiani furono chiamati apostoli (Atti 14:14).

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