Glossario Biblico


Piccola Enciclopedia Biblica

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A

Arabah

(lett. deserto) è la grande valle o depressione che va dal Mar Morto al golfo di Aqaba (Akabah) nel Mar Rosso. Più propriamente è l'intera valle o depressione che va dal monte Hermon fino al Mar Rosso (Deut. 1:1).

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Aramaico

Il termine in se stesso significa la lingua di Aram (degli Aramei) o di Mesopotamia, che non è altro che la forma greca dell'espressione ebraica Aram, Naharaim, e cioè, Aram tra i due fiumi (genesi 24:10; FDeut. 23:4; Giudici 3:8.

I Greci diedero ad Aram il monte di Siria, che è un'abbreviazione di Assiria.

L'aramaico appartiene al ramo occidentale delle lingue semitiche, insieme al cananeo, fenicio, ebraico e altre lingue minori.

L'aramaico fu diffuso dagli Aramei a partire dal XIII sec. a.C. e si propagò in tutto il Medio Oriente, divenendo la lingua commerciale più usata. Labano stesso, almeno occasionalmente, usò l'aramaico (Genesi 31:47).

L'aramaico è molto simile all'ebraico e la sua scrittura, come quella ebraica e araba, è di origine fenicia. I testi letterali più antichi giunti fino a noi in aramaico sono quelli contenuti nell'Antico Testamento, e precisamente: Esdra 4:8-6:18; 7:12-26; Daniele 2:4-7,28; Geremia 10:11 e l'espressione "Jegar-Sahadutha" di Genesi 31:47.

In seguito alle conquiste di Alessandro Magno, l'aramaico decadde come lingua letteraria e venne sostituito dal greco. Continuò invece ad essere usato come lingua commerciale e diplomatica, nonostante il suo frantumarsi in varie lingue e dialetti locali. Così in Siria si ebbero il nabateo e il palmireno , in Palestina il samaritano, l'aramaico giudaico, il galileo e l'aramaico cristiano.

In seguito alla conquista arabo-musulmana l'aramaico perse il predominio come lingua diplomatica e commerciale e fu sostituito dall'arabo. L'aramaico continuò ad essere parlato localmente, ma andò perdendo sempre più terreno a favore dell'arabo, fino a ridursi in piccoli nuclei di popolazioni siriane e irachene che attualmente lo usano come dialetto.

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Arca

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Ariel

(lett. leone di Dio, altare di Dio). Era uno dei capi mandati da Esdra per chiedere a Iddo degli uomini che potessero fare il servizio nella casa di Dio (Esdra 8:16-17).

E' anche il nome simbolico usato da Isaia per Gerusalemme (Isaia 29:1).

Ezechiele chiama "Ariel" l'altare degli olocausti nel nuovo tempio di Gerusalemme (Ezechiele 43:15-17).

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Armagheddon o Har Magheddon

Apocalisse 16:16 è il monte meghiddo, che si trova vicino alla città di Meghiddo, posta all'inizio della pianura di Esdrelon. Meghiddo viene dalla radice gadad , che significa strage, massacro.

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Arpad

Una città ripetutamente associata ad Hamath e da cui non doveva quindi essere molto distante (2 Re 18:34; 19:13; Isaia 10:9; Geremia 49:23). Era una località di considerevole importanza e fu frequentemente esposta alle invasioni assire. E' stata identificata con Tell Erfad a 21 Km ca. a nord di Aleppo.

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Ascer

Felice (Genesi 30:13) Fu il secondo figlio che Zilpah, serva di Lea, partorì a Giacobbe.

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Ascerah

Plurale Asceroth Ascerim. Vedi Ashtaroth

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Ashtaroth

(plur. di Ashtoreth), una divinità femminile che assunse varinoi e connotazioni, in riferimento a tempi e luoghi diversi. Tra i Fenici era chiamata Ashtoreth ed era venerata a Sidone (1 Re 11:5,33; 2 Re 23:13). Tra i Cananei era chiamata Ascerah (plur.Asheroth, Ascerim) e rappresentava la consorte di El (padre di Baal), la più alta divinità cananea. In Babilonia era chiamata Ishtar e in Aram Athart. Dai greci era chiamata Astarte o Afrodite, e dai Romani Venere. A seconda dei posti era considerata la dea dell'amore sensuale, della maternità e della fertilità (Babilonesi), la dea della guerra e del sesso (Cananei), e la dea dell'amore erotico (Greci e Romani).

Il culto di questa divinità era associato alla prostituzione (religiosa) e a pratiche oscene ed immorali (1 Re 14:24; 2 Re 23:7). Gli Israeliti furono adescati dal culto di questa divinità dopo la morte di Giosuè (Giudici 2:13). Salomone stesso cadde in questo laccio e peccato (1 Re 11:5; 2 Re 23:13).

In Canaan c'era la tendenza ad usare la forma plurale della divinità invece del singolare (e così Ashtaroth invece di Ashtoreth e Asceroth o Ascerim invece di Asherah), per indicare le varie manifestazioni o rappresentazioni di questa divinità.

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Asiarchi

Funzionari delle provincie asiatiche (appartenenti all'impero romano), scelti dalle classi più ricche per presiedere, a loro spese, le annuali festività e gare celebrate in onore degli dèi e dell'imperatore (Atti 19:31).

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