Glossario Biblico


Piccola Enciclopedia Biblica

Sfoglia il glossario usando questo indice

Caratteri speciali | A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | TUTTI

Pagina:  1  2  (Successivo)
  TUTTI

D

Daniele (Libro di)

Nella LXX e nelle nostre versioni, esso figura dopo Ezechiele fra i profeti dell'Antico Testamento, mentre nel canone ebraico si trova nella terza parte, fra gli agiografi. Daniele è tuttavia chiamato profeta (Matteo 24:15) e può essere anche annoverato tra i più grandi. La maggior parte di questo libro fu scritta in ebraico, mentre solo una piccola parte era scritta in aramaico, lingua commerciale e diplomatica dell'epoca. Questo frammento in aramaico riporta quasi esclusivamente la vita degli Ebrei in terra straniera, le azioni dei re pagani e le profezie riguardanti imperi pagani. Comincia al cap. 2, nel mezzo del vers. 4 e termina al vers. 28 del cap. 7. Alcuni hanno preteso che la parte in aramaico (almeno i cap.2-6) sarebbe una composizione a parte, risalente ad uno, due o tre  secoli prima dell'epoca dei Maccabei. Malgrado ciò si ammette generalmente che il libro possiede un'unità essenziale e che è dovuto ad un solo autore.

Tratto da: Nuovo Dizionario Biblico a cura di René Pache

Link d'accesso: Daniele (Libro di)

Daniele (profeta)

(lett. Dio è mio giudice) Nato da una famiglia nobile della tribù di Giuda (Daniele 1:1-7), fu deportato ancora in tenera età a Babilonia nel 605 a.C., in seguito alla prima spedizione militare fatta da Nabukadnetsar contro Gerusalemme (Daniele 1:1; Geremia 2:1-11). Egli fu scelto, assieme ad altri tre giovani ebrei appartenenti a famieglie nobili (Hananiah, Mishael, Azaria), perché alla corte babilonese apprendesse la lingua e la letteratura caldea e passasse quindi al servizio del re. Il capo degli ueunuchi di Babilonia pose a Daniele il nome di Belshatsar (Lett. che egli protegga la sua vita) (Daniele 1:3-7).

Link d'accesso: Daniele (profeta)

Darico

Antica moneta d'oro persiana, su cui era effigiato un regnante inginocchiato con arco e giavellotto (1 Cronache 29:7).

Link d'accesso: Darico

Davide

In ebraico è Dâvid e in greco Dabid e significa beneamato, e forse anche capo, condottiero.

Link d'accesso: Davide

Denaro

Era una moneta d'argento roman, ed eqivaleva al salario di una giornata di lavoro (Matteo 20:2).

Link d'accesso: Denaro

Deuteronomio

Significato del nome: deriva delle parole greche "deuteros" che significa seconda e "nomos" che significa legge. Il titolo ebraico è Debarim che è anche la prima parola del libro e significa Parole.
Autore:
Mosè è comunemente accettato come l'autore, anche se pare che Giosuè abbia probabilmente scritto l'ultimo capitolo.
Data di redazione: 1407-1406 a.C ca.

Questo libro è principalmente consacrato ai discorsi che Mosè pronunciò poco prima di morire, nelle pianure di Moab di fronte alla Palestina. Il Nuovo Testamento vi fa riferimento più di ottanta volte. Nessun libro dell'Antico Testamento è stato citato così spesso da Cristo. L'amore di Dio e l'ubbidienza dell'uomo sono i concetti predominanti.

Link d'accesso: Deuteronomio

Diacono

In greco è diakonos e significa diacono, ministro, servitore. Il diacono non presta semplicemente un servizio come un doulos. e cioè uno schiavo, un servo (Matteo 8:9; 10:24,; 18:23, ma come un therapon e cioè un dipendente volontariamente sottomesso, che si prende sollecitamente cura degli interessi e degli affari del padrone, come nel caso di Mosè in Ebrei 3:5.

Nel Nuovo Testamento ci sono atri due termini che hanno la stessa radice di diakonos:

- diakonia, che significa lavoro di servizio, servizio (Luca 10:40; Ebrei 1:14) e "assistenza" (2 Corinzi 11:8; 2 Timoteo 4:11). "Diakonia" è ogni lavoro o servizio che va a beneficio di altri membri della chiesa.

- diakoneo, che significa servire, servire a tavola (Atti 6:2).

Nel Nuovo Testamento i diaocni compaiono per la prima volta nella chiesa di Gerusalemme.

Questo provvedimento mirava a sgravare gli apostoli da un servizio fisico e temporale, per permettere loro di dedicarsi completamente alla preghiera e al ministero (diakonia) della parola. Oltre che a uomini diacono, in Romani 16:1 si parla esplicitamente anche di una donna, come diacono (diakonos) della chiesa di Cencrea.

Anche se Stefano e Filippo furono inizialmente scelti per servire (diakoneo) alle vedove degli Ellenisti, poco dopo essi compaiono a fianco degli apostoli come evangelisti (Atti 6:8-10; 8:5-8).

Indubbiamente nel Nuovo Testamento i termini diakonos, diakonia e diakoneo, hanno un'estensione e un significato più ampio di quanto è comunemente inteso. Infatti, tanto Paolo che Luca usano il termine diakonia per indicare il ministero di quelli che predicano l'evangelo e si prendono cura delle chiese (Atti 20:24; Romani 11:13; 1 Corinzi 4:17; 1 Timoneo 1:12; 4:6). Paolo in 1 Corinzi 12:5 usa diakonia per indicare la "diversità di ministeri", e cioè le varie forme di servizio in seno alla chiesa cristiana.

Il termine diakonos è usato in associazione col termine episkopos (vescovo, soprintendente) (1 Timoteo 3:1-13), in quanto i diaconi erano aiutanti dei vescovi e degli anziani. Tichico è così chiamato "diacono" nella sua relazione di aiutante di Paolo (Efesi 6:21; Colossesi 4:7). "Diaconi" sono pure Paolo e gli altri apostoli (1 Corinzi 3:5; 2 Corinzi 6:4; 1 Tessalonicesi 3:2). Cristo stesso è chiamato diacono (diakonos)della circoncisione, per avere spesa la sua vita per la salvezza degli Ebrei. I "ministeri" nella "chiesa cristiana" sono sostanzialmente tutti un servizio, sull'esempio lasciato da Cristo stesso il quale era in mezzo ai suoi discepoli come colui che serve (Luca22:27).

Link d'accesso: Diacono

Diavolo

avversario, dal greco diábolos, calunniatore. Il primo e il più potente di tutti gli spiriti decaduti, il principale avversario di Dio e dell'uomo, l'accusatore dei credenti (Apocalisse 12:9; Matteo 4:8-11; 13:38-39; 25:41; Marco 1:13; Zac. 3:1). E' il tentatore che spinge gli uomini a peccare ( Matteo 4:1; Giov. 13:2), il nemico (Matteo 13:25,39), il maligno, il principe di questo mondo (Giov.14:30), l'iddio di questo secolo (2 Cor. 4:4).

  • Il termine "diavolo" deriva dal latino tardo diabŏlus, traduzione fin dalla prima versione della Vulgata (V secolo d.C.) del termine greco Διάβολος, diábolos, ("calunniatore", "accusatore"; derivato dal greco -διαβάλλω, diabàllo, composizione di dia "a traverso" bàllo "getto, metto", indi getto, caccio, attraverso, trafiggo, metaforicamente anche calunnio).
  • Nell'antica Grecia διάβολος era un aggettivo denotante qualcosa, o qualcuno, calunniatore e diffamatorio; fu usato nel III secolo a.C. per tradurre, nella Septuaginta, l'ebraico Śāṭān ("avversario", "colui che si oppone", "accusatore in giudizio", "contraddittore"; reso negli scritti cristiani come Satanas e qui inteso come "avversario, nemico di Dio").
  • Il termine "demònio" deriva dal latino tardo daemonium traduzione del greco δαιμόνιον, daimónion, (sempre dal greco δαιμόνιος, daimónios, "appartenente agli dèi", "che è in rapporto con un δαίμων", "ammirabile", "sorprendente") e quindi collegato a δαίμων, dáimōn, il cui significato originario in lingua greca è quello di dèmone. Tale termine greco nel Nuovo Testamento è presente sia con l'originale senso neutro di 'divinità', che con quello di angelo caduto.
  • Già nella Septuaginta, e in altre traduzioni dall'ebraico al greco, tale termine occorreva ad indicare l'ebraico שְׂעִירִ֖ים (śe'îrîm: capre selvatiche, → satiri, capre demoni), צִיִּים֙ (siyyim: dimoranti del deserto, bestie selvatiche), אֱלִילִ֑ים ('elilim: idoli), שֵּׁדִים֙ (šēdîm, shedim: spiriti tutelari, idolo), גָּד (Gad: nome ebreo di un dio della Fortuna) e יָשׁ֥וּד (yâšûd: devastare, il devastatore).
Link d'accesso: Diavolo

Didramma

Era una moneta graca del valore di due dramme. Tra gli Ebrei ogni uomo maschio, dai vent'anni in poi, doveva pagare per il tempio un'imposta annua di due dramme (Matteo 17:24). Essa equivaleva al salario di due giornate di lavorpo; inoltre essa aveva il valore di mezzo siclo, che era il prezzo del riscatto che ogni uomo maschio, dai vent'anni in poi, dovette dare nel deserto come offerta al Signore (Esodo 30:13-14).

.

Link d'accesso: Didramma

Digiuno

Astenersi dal cibo o da altre cose. Il digiuno non è prescritto dalla legge di Mosè. Viene menzionato per la prima volta in Giudici 20:26, poi ricorre in vari passi (2 Sam. 12:22; Geremia 36:9). Si digiunava per umiliarsi davanti a Dio a causa del peccato, per pregare e per invocare il Signore affinchè intervenisse in una situazione difficile (2 Cron. 20:1-4; Esdra 8:21-23; cfr. Lev. 16:29-31). Ma il digiuno divenne pure una forma di pietà senza valore spirituale (Isaia 53:3-5; Matteo 6:16-18; Luca 18:10-12). Le caratteristiche del vero digiuno sono state definite da Isaia (Isaia 58:6--9; cfr. Zac. 8:19).

Link d'accesso: Digiuno


Pagina:  1  2  (Successivo)
  TUTTI