Glossario Biblico


Piccola Enciclopedia Biblica

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G

Gabriele

(Letteralmente significa uomo eroe di Dio).

E' l'angelo mandato d Dio al profeta Daniele per spiegargli la visione del capro e del montone (Daniele 8:16-27), e rivelargli poi la profezia delle 70 settimane (Daniele 9:21-27).

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Gad

Significa fortuna (Genesi 30:11).

Fu il primo figlio che Zilpah, serva di Lea, partorì ad Abrahamo.

E' anche una divinità di Canaan, dio della fortuna (Isaia 65:11) che secondo la credenza del posto era il pianeta Giove deificato. Questo pianeta è chiamato dagli Arabi "la più grande fortuna", ed è quindi ritenuto l'astro della fortuna.

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Gadareni

Abitanti di Gersesa o Gadara (Marco 5:1)

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Geenna

Era la valle dei figli di Hinnom, e cioé, un profondo avvallamento a sud di Gerusalemme, dove durante il regno di Achaz e Manasse (2 Re 16 e 21) si offrirono sacrifici umani al dio Molek (2 Re 23:10).

In seguito questa valle divenne il luogo di raccolta di tutti i rifiuti che ardevano in continuazione, offrendo così l'idea del luogo della finale ed eterna punizione (Matteo 5:22; 10:28; 18:9; 23:15,33).

Il termine geenna è usato dodici volte nel Nuovo Testamento. Nei Vangeli sinottici compare ben 11 volte, sempre in bocca a Gesù stesso, che avverte severamente delle terribili conseguenze del peccato (Matteo 5:22,29,30; 10:28; 18:9; 23:15,33; Marco 9:43,45,47; Luca 12:5), e dice che la geenna è il posto "dove il verme non muore e il fuoco non si spegne" (Marco 9:44,46,48).

Geenna quindi equivale allo stagno di fuoco (Apoc. 19:20; 20:10,14,15) e si identifica con la morte seconda o separazione eterna da Dio (Apoc. 20:14).

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Generazione

1. dall'ebraico Toledoth= procreazione, produzione. Persone o cose che ne risultano. In Gen. 2:4 al posto di "origini" andrebbe usata la parola generazioni, come avviene infatti in alcuni versetti. In Genesi 5:1 e 37:2 Diodati traduce conformemente: "Questa è la descrizione delle generazioni", mentre la Riveduta traduce: " Questo p il libro della posterità."

2. Ogni serie di discendenti di un antenato comune: vedere la propria posterità "fino alla terza generazione" (Gen. 50:23)

3. Età o durata d'esistenza di un insieme di contemporanei, ma non nel senso moderno di lunghezza media di vita oltre l'infanzia. Nel senso biblico del termine, generazione significa durata media di attività di qualunque insieme di contemporanei, durata determinata dalla durata normale della vita. La generazione dura altrettanto quanto sopravvive uno qualunque dei suoi appartenenti (Esodo 1:6; Numeri 32:13; Giudici 2:10; Ecclesiaste 1:4). Si usa questo termine, anche nel senso di gruppo di persone aventi certi tratti caratteristici comuni: "questa generazione" (Matteo 11:16); "una generazione storta e perversa" (Filippesi 2:15). La parola ebraica Dor finì per significare un certo lasso di tempo , sia definito (Genesi 15:16, ecc) che indefinito (Deuteronomio 32:7; Salmo 72:5). In quest'ultimo caso l'espressione spesso impiegata è "di generazione in generazione". Parlando di Dio il salmista esclama: " D'eternità in eternità tu sei Dio!" e quando pensa alla fedeltà perpetua di Dio nei confronti del suo popolo, dice: "Tu sei stato per noi un rifugio d'età in età" (Salmo 90:1-2).

4. In senso lato, in alcuni testi, la parola generazione finisce per confondersi con razza. Il greco  genea  viene tradotto diversamente; per esempio in Matteo 17:17 viene reso con generazione sia nella Diodati che nella Riveduta ma lo stesso non avviene per Matteo 3:7; 12:34, cfr. Atti 2:40. In Luca 11:50,51 il Signore dichiara che "il sangue di tutti i profeti sparso dalla fondazione del mondo" sarà " ridomandato a questa generazione"; in tal caso si deve intendere tutta la razza umana, poichè essa è colpevole tutta e non soltanto i contemporanei di Gesù. Ugualmente Gesù annunzia che "questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute" (Luca 21:32). Ciò sembra avere due significati: la generazione  stessa che aveva crocifisso il Cristo avrebbe dovuto vedere la distruzione di Gerusalemme e la dispersione fuori di Israele annunziate nei vv 20-24; d'altro canto è vero che questa razza ebraica (e umana) persisterà fino al glorioso ritorno del Signore e vedrà l'adempimento di tutto quanto detto nel resto del capitolo.

Tratto dal Nuovo Dizionario Biblico di René Pache

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Genesi

Significato del nome: "principio"
Autore: Mosè
Data di redazione: 1450-1410 a.C. ca.
Tema:Le origini

Genesi è il libro delle origini. Esso riporta la storia della creazione del nostro universo, della razza umana, del peccato, della redenzione, della vita familiare, della corruzione della società, delle nazioni, dei diversi linguaggi e della razza ebrea.
Dal punto di vista spirituale , la Genesi illustra la nuova nascita: dalla rovina e dal caos sorge una creazione completamente nuova.
I primi capitoli del libro sono stati continuamente sotto il fuoco del criticismo moderno, ma i fatti che il libro racconta, se ben interpretati, non sono mai stati confutati.
Non è l'idea dell'autore di raccontare in modo elaborato gli eventi della creazione; un solo capitolo è dedicato a tale soggetto, appena un breve accenno ai fatti principali, mentre trentotto capitoli raccontano la storia del popolo di Dio.
Con la Genesi inizia la Rivelazione progressiva che Dio dà di se stesso e la cui pienezza apparirà solo in Gesù Cristo.
In questo libro vengono presentati quattro degli otto grandi patti o alleanze che condizionano la vita umana e rivelano progressivamente il piano divino di salvezza: il patto in Eden e quelli con Adamo decaduto, Noè ed Abramo. I quattro patti successivi, ovvero quelli del Sinai, con Israele per la Terra Promessa, con Davide ed infine il nuovo patto, precisano  e sviluppano i quattro patti precedenti.
La Genesi costituisce la struttura nascosta del Nuovo Testamento, in cui essa viene citata più di sessanta volte nei diciassette libri che lo compongono.

E' quindi evidente che ogni rivelazione successiva ha radici profonde nella Genesi, di modo che chi è realmente intenzionato a cogliere il vero significato di ogni rivelazione deve cominciare dallo studio di questo libro.

L'ispirazione della Genesi e la natura divina della rivelazione che essa contiene sono attestate dalla testimonianza di Gesù Cristo (Matteo 19:4-6; 24:37-39; Luca 11:49-51; 17:26-29,32; Giovanni 7:21-23; 8:44,56) re confermate dalla storia.

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Geova


Errata lettura del nome di Dio, derivante dall'unione delle consonanti del tetragramma יהוה, che non si pronunciava mai, con le vocali dell'altro nome Adonài (il Signore) che veniva pronunciato al suo posto.

Errato è anche il pretendere di dare un "nome proprio" a Dio, noi possiamo soltanto dire termini che significano i suoi vari attributi: Eterno, Signore, Dio, ma che non sono il "nome", per un motivo molto semplice: è sempre il maggiore che dà il nome al minore (Adamo diede il nome agli animali, i genitori danno un nome ai figli, Dio dà un nome ai suoi figli - ad es. Abrahamo - gli uomini danno un nome a tutte le cose che fanno o che scoprono) ma nessuno in tutto l'universo può dare un nome a Dio, perchè non c'è nessuno maggiore di Lui che possa darGli un nome, infatti Dio disse a Mosè, quando gli chiese il suo nome : Io sono Colui che sono! Nessun nome, ma solo "l'essente".

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Geremia (Libro di)

Il profeta Geremia era figlio di un sacerdote di nome Hilkia, di Anatoth, nel territorio di Beniamino (Ger. 1:1) .Venne chiamato, in una visione, ad esercitare il ministerio profetico. Era a quel tempo, un giovane consapevole della sua mancanza di maturità, di esperienza e di eloquenza, ma l'Eterno stese la mano, toccò la sua bocca e ispirò parole divine. Gli diede potere su nazioni e regni per strappare, abbattere, distruggere, ma anche per piantare e costruire. L'Eterno informò che si sarebbe urtato con violenta opposizione da parte dei capi, dei sacerdoti e del popolo, ma che i suoi avversari on avrebbero prevalso (1:4-10). Geremia cominciò a profetizzare il tredicesimo ano del regno di Giosia e continuò fino alla presa di Gerusalemme, il quinto mese dell'anno undicesimo di Sedekia (v. 2 e 3). Il profeta esercitò dunque il suo ministerio pubblico per 41 anni. Le sue profezie annunziavano la rovina della sua patria, per questo motivo si attirò l'odio del popolo. Il peso del messaggio che portava gli strappò lacrime amare, e addirittura il desiderio di non essere mai nato (15:10; 20:14-18) fu solo, incompreso, diffamato e perseguitato; non ebbe mai vita di famiglia, nè amici (16:1-9); spesso in carcere, non potè trovare consolazione e comprensione che presso il Signore, Egli non venne meno alla sua missione; costretto a rifugiarsi in Dio, Geremia capì in che cosa consiste la responsabilità individuale (17:9; 31:29-30). Questo profeta ci mostra in maniera sorprendente la comunione profonda che ogni uomo può avere con Dio.

Conferma archeologica: A Tahpanes, il prof. Petrie ha di recente trovato le rovine della casa di Faraone (43:9-10); essa era dotata di un solo ingresso, davanti al quale si trovava una vasta stanza con mattoni, ciò corrisponde esattamente alla descrizione fatta da Geremia. Nel 1935 e nel 1938 sono state scoperte le "lettere di Lakis" scritte su cocci di vasellame (ostraka). Gli studiosi sono d'accordo nel far risalire questi frammenti (circa 40 righe in ebraico) alla fine del regno di Sedekia. Si parla di un profeta il cui nome termina in iah, e si è potuto decifrare quanto segue: "...le parole del profeta, non sono buone...possono indebolire le mani di..." (cfr. Geremia 38:4) Anche se non vi figura il nome di Geremia, queste lettere riflettono interamente le circostazne della sua epoca e del suo libro.

Tratto dal Nuovo Dizionario Biblico di René Pache

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Gerico

Luogo di fragranza (Giosué 2:1)

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Germoglio

In ebraico nêtser. E' un giovane virgulto o pollone di un albero, selezionato e messo da parte per essere piantato e che richiede molta attenzione e cura.

Metaforicamente è il discendente di una famiglia. Così il Messia o Cristo è il germoglio (Isaia 11:1) che discende da antenati re.

Nazareth e Nazareno derivano probabilmente dalla radice ebraica (nêtser) di questo termine.

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